LA PROCESSIONARIA

La Processionaria del Pino (Thaumetopoea pityocampa), così soprannominata per la caratteristica abitudine di muoversi sul terreno formando delle file, è un caratteristico Lepidottero, la cui presenza è percettibile attraverso i nidi che forma sulle cime delle piante (solitamente: pini, cedri, larici, ecc).

Allo stadio adulto, la processionaria ha le sembianze di una farfalla che presenza ali anteriori di colore grigiastro, con striature trasversali brunastre che  le garantiscono la capacità di mimetizzarsi con la corteccia delle piante infestate.

 

 

Le larve si distinguono per la loro peluria, con il capo nerastro ed il corpo di colore grigiastro nella parte dorsale, mentre nella parte ventrale vi sono sfumature ocracee. Il dorso è caratterizzato da peluria  urticante rosso-brunastra, che fa assumere alla larva una colorazione rossastro-rugginosa. Esse depongono le uova attorno agli aghi dei pini in ovature cilindriche color grigio-argento.

 

Effetti sulle piante

E’ uno degli insetti più distruttivi per le foreste, poiché durante il proprio ciclo vitale si ciba delle foglie della pianta che ospita. La pianta più colpita è il pino (in particolare il pino nero e il pino silvestre), ma è solita infestare anche larici e cedri.

 

Effetti sull’uomo e sugli animali

I peli urticanti della processionaria si separano facilmente dalla larva che li porta sul dorso, nel corso di un contatto o più semplicemente per azione del vento. Terminando con minuscoli uncini, questi peli si attaccano facilmente ai tessuti (pelle e mucose), provocando una reazione urticante ed allergica data dal rilascio di istamina. In casi estremi può verificarsi uno shock anafilattico, con pericolo mortale (orticaria, sudorazione, edema in bocca e in gola, difficoltà di respirazione, ipotensione e perdita di coscienza).

 

L’intervento di disinfestazione è articolato in 3 fasi complesse effettuate, in funzione del clima, su tre periodi:

 

 

–          Fase 1 – da febbraio a marzo (in funzione del clima): le larve di processionaria effettuano la loro discesa dagli alberi formando le famose processioni, in cerca di un luogo per interrarsi e formare le crisalidi. In questa fase la lotta si svolge tramite trattamenti larvicidi effettuati nebulizzando gli alberi infestati con un prodotto insetticida, e con l’installazione di trappole meccaniche collocate sul fusto dell’albero.

 

 

 

 

 

–          Fase 2 – da giugno a agosto (in funzione del clima): Gli adulti di processionaria usciti    dal terreno dove hanno completato la metamorfosi procedono con l’accoppiamento. In questa fase la lotta si svolge tramite l’installazione di trappole meccaniche adulticide con attrattivo a feromone che attirando un gran numero di insetti limitano il loro accoppiamento e la conseguente diffusione dell’infestazione.

 

 

 

 

–          Fase 3 – da settembre ad ottobre: dalle uova deposte dagli adulti alla base degli aghi di pino nei mesi precedenti
nascono le larve, che si nutriranno dei germogli per poi andare a costruire i tipici nidi nei quali resteranno fino a gennaio febbraio, quando ricominceranno il ciclo vitale sopra indicato. In questa fase la lotta si svolge con un trattamento per endoterapia, ovvero iniettando prodotti fitosanitari all’interno del sistema vascolare della conifera. Il principio attivo insetticida che si introduce causa la morte delle larve che si vanno a nutrire degli aghi della pianta trattata.

 

 

 

In Italia dal 1998 la lotta a questo insetto è obbligatoria nelle aree ritenute a rischio infestazione (cfr. Decreto Ministeriale 17.04.1998, poi abrogato e sostituito con D.M. 30.10.2007, pubbl. in G.U. 16 febbraio 2008, n. 40.).

ZANZARE IN ITALIA

Sul territorio nazionale vengono ospitate oltre 70 specie di zanzare (fam. Culicidae), tutte con habitat, caratteristiche e abitudini diverse tra loro.

Tali caratteristiche sono ben note agli addetti ai lavori, ma possono risultare spesso estranee alla maggior parte dei cittadini che ogni anni con l’arrivo della bella stagione si trovano a convivere con i disagi provocati dalla presenza di questi insetti che, nella migliore delle ipotesi, impediscono di godere dei giardini e degli spazi aperti e nella peggiore delle ipotesi possono convertirsi in vettori di virus responsabili di varie malattie quali Malaria, Dengue, Chikungunya.

Con la ormai conclamata presenza di Aedes albopictus, comunemente definita zanzara tigre, la diffusione della cultura e della conoscenza relativa a questi piccoli e fastidiosi nemici risulta di fondamentale importanza per attuare una corretta lotta e limitarne, per quanto possibile, la presenza. Ecco quindi di seguito alcune indicazioni relativamente alle specie più presenti nei nostri territori:

  • Culex pipiens: la “zanzara comune”, autoctona. Attiva (e quindi fastidiosa) principalmente nelle ore serali / notturne. Tende ad entrare in ambienti chiusi come case ed è facilmente identificabile a causa del fastidioso ronzio vicino alle orecchie che produce quando di notte si avvicina per compiere il pasto di sangue. Tende a spostarsi poco e si riproduce in piccoli ristagni d’acqua.

 

  • Aedes albopictus: la famosa “zanzara tigre”. Facilmente distinguibile a causa delle striature bianche che risaltano sul corpo nero, è attiva principalmente nelle ore diurne. Come C. pipiens è in grado di utilizzare piccoli ristagni d’acqua per la riproduzione (fattore che l’ha portata ad adattarsi perfettamente agli ambienti cittadini grazie alla presenza di sottovasi e piccoli depositi di acqua in genere) e le sue punture sono particolarmente fastidiose con buone probabilità di scatenare reazioni allergiche.

 

  • Anopheles sp: genere che include varie specie conosciute per essere potenziali vettori della malaria. Prediligono riprodursi in acque pulite ed incontaminate evitando tombini di scarico dell’acqua e ambienti similari. Pungono principalmente di giorno e le femmine sono in grado di doporre tra le 50 e le 150 uova ad ogni pasto di sangue, infunzione alla specie.

 

Come difendersi dalle zanzare? L’eliminazione, ove possibile, di tutti i siti che possono potenzialmente convertirsi in focolai larvali (qualsiasi tipo di ristagno d’acqua come sottovasi, secchi, giochi da giardino per bambini ecc) è sicuramente la base per la buona riuscita nella lotta contro le zanzare.

In secondo luogo è altrettanto importante disporre un piano di lotta antilarvale su eventuali ristagni d’acqua impossibili da eliminare (tombini, stagni, laghetti da giardino ecc) ed interventi adulticidi svolti tramite la nebulizzazione di insetticidi piretroidi su giardini ed aree verdi, rivolgendosi ad aziende specializzate.

PROGRAMMAZIONE DISINFESTAZIONE ZANZARE 2017

La zanzara tigre (Aedes albopictus Skuse) è un insetto appartenente alla famiglia Culicidae diffusosi in Italia e in Europa dagli anni novanta in poi, grazie all’inizio della globalizzazione, presumibilmente importata dall’Asia grazie al commercio di pneumatici che a causa di ristagni d’acqua al loro interno ricreavano l’habitat perfetto alla ploriferazione di questo insetto.

A differenza di altre specie, la zanzara tigre è attiva durante il giorno, e non solamente all’alba o al tramonto; è perciò responsabile per le punture degli uomini e degli animali durante il giorno. La zanzara tigre punge rapidamente riuscendo così a fuggire velocemente.

Oltre ad essere un insetto molto fastidioso a causa delle sue punture, la zanzara tigre può essere veicolo di varie malattie e virus, tra i cui:

  • virus della febbre del Nilo
  • virus della febbre Gialla
  • virus dell’Encefalite
  • virus del Dengue
  • agente patogeno della dirofilariasi
  • agente patogeno della chikungunya

PERIODO E MODALITA’ DI DISINFESTAZIONE

Visto la capacità di adattamento di questo insetto alle nostre condizioni climatiche e la sua rapida diffusione, la maggior parte dei comuni italiani prevede un ordinanza sindacale che obbliga sia residenti privati  che gli Amministratori dei condomini a monitorare ed effettuare la disinfestazione. La procedura si svolge in due distinte fasi:

  • disinfestazione larvicida: consigliata da Marzo in avanti, effettuata tramite somministrazione di pastiglie con agente abbattente in pozzetti, tombini e altri punti di raccolta acqua stagnante;
  • disinfestazione adulticida: consigliata da Aprile in avanti, effettuata adoperando strumenti a bassa pressione o cannoni ad alta pressione per spruzzare l’agente abbattente e residuale sul verde circostante.

 

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